5 DIREZIONI DI LAVORO PER LA BOLOGNINA: LA RESTITUZIONE DEGLI ESITI DEL CANTIERE A INNOVATORI, COMMERCIANTI E PARTNER ISTITUZIONALI

5 DIREZIONI DI LAVORO PER LA BOLOGNINA: LA RESTITUZIONE DEGLI ESITI DEL CANTIERE A INNOVATORI, COMMERCIANTI E PARTNER ISTITUZIONALI

Il 10 ottobre è stato realizzato un incontro con l’obiettivo di restituire ai partner del progetto (Comune di Bologna, Federcasa, ASPPI Bologna, ACER Bologna, Quartiere Navile) e ai partecipanti al workshop dedicato agli innovatori e commercianti delle vie degli artisti tenutosi il 14 luglio scorso gli esiti dei laboratori e raccogliere eventuali interessi per lo sviluppo delle direzioni di lavoro emerse.

Gaspare, dopo aver invitato i partecipanti a presentarsi, ha illustrato le attività realizzate nel corso della sperimentazione che ha visto coinvolti 2 condomini ACER, un condominio segnalato dall’ASPPI e un gruppo di innovatori attivi nella zona delle vie degli artisti della Bolognina. L’attività condotta ha portato all’elaborazione di 5 direzioni di lavoro:

  1. prototipazione di scambi di condominio per lavorare all’implementazione ed eventuale parziale ripensamento del Regolamento per le modalità d’uso degli alloggi di e.r.p. e delle parti comuni, per le modalità di accertamento e contestazione delle violazioni;
  2. la composizione del “pool abitativo” a partire dai condomini Acer, con l’obiettivo di estrarre elementi di ragionamento utili ad apportare aggiustamenti al sistema di assegnazione degli alloggi e/o all’uso dei “fondi” (i piani terra delle palazzine) e altri locali inutilizzati;
  3. un progetto polifunzionale di “giardino di condominio” per l’area verde del condominio di via Nicolò dall’Arca n. 19/2 segnalato dall’ASPPI Bologna;
  4. un progetto di narrazione comune del quadrante che rompa la polarizzazione che si è creata sull’arte muraria bolognese e che valorizzi il “distretto degli artisti”, costruendo sulle esperienze già avviate di baumhaus nel mercato Albani e che porti un immaginario anche agli spazi comuni dei condomini;
  5. il rapporto con le scuole di quartiere per innovare il modello di scambio tra generazioni e costruire un tessuto di continuità tra il distretto odierno e le possibili evoluzioni future: un progetto da costruire tenendo presenti alcuni casi chiave, uno su tutti 826Valencia creato da Dave Eggers a San Francisco, caso benchmark suggerito da Baumhaus.

Sono distribuite ai partecipanti 5 schede, una per ciascuna direzione, in cui appuntare i punti di forza, di debolezza e i soggetti da coinvolgere.

Viene quindi aperto uno spazio per le riflessioni dei presenti che restituiscono l’opportunità di lavorare insieme per la costruzione di un’identità comune della zona che sappia gestire armonicamente l’eredità del passato e i nuovi elementi che incidono sulla morfologia fisica e relazionale del quartiere quali: la concentrazione del più alto numero di aree libere della città, facendone di fatto la zona destinataria di tutti i nuovi progetti urbani, la strategicità per la mobilità (Stazione dell’Alta Velocità e passante nord), la presenza del centro direzionale della PA (nuova sede comunale e Unibo), la multiculturalità che congiuntamente alla percentuale di giovani più elevata della città ne determina il grande dinamismo, il business (Fiera, Fico).

Particolare attenzione è dedicata alla strategicità della gestione degli alloggi ERP, con riferimento ai quali viene rilevato come il comune stia già lavorando all’attuazione del nuovo regolamento sulle modalità d’uso per migliorarne la gestione e alla formazione della figura dell’agente accertatore che dovrà essere un soggetto autorevole ma anche in grado di mediare. Sulle modalità di assegnazione di unità immobiliari non residenziali (negozi, posti auto ecc.) si sottolinea come il bando attuale sia regolato da regole precise che Acer applica nel rispetto della normativa vigente. Eventuali suggerimenti per modifiche ai regolamenti di assegnazione possono essere avanzati in sede di discussione, coinvolgendo in Acer gli amministratori e i referenti che si occupano delle tematica per valutarne la fattibilità.

Le realtà impegnate in quartiere nel campo dell’innovazione esprimono l’intenzione, ciascuna nel proprio ambito operativo, di lavorare sul consolidmento delle relazioni attraverso progettualità che vanno dall’arte alla psicologia rivolte tanto alle scuole quanto a soggetti esposti a rischio di esclusione sociale.

L’incontro si chiude chiarendo che il processo innescato richiede un tempo medio-lungo per produrre una forma strutturata di partenariato pubblico-privato-comunità e che, al fine di facilitare la collaborazione tra i diversi soggetti, potrà essere utile esplicitare obiettivi perseguiti e modalità di attuazione attraverso un Protocollo di intesa.