IL 6 OTTOBRE 2016 UN NUOVO INCONTRO CON GLI ABITANTI DEL CONDOMINIO SEGNALATO DALL’ASPPI, UN ALTRO PASSO VERSO LA GESTIONE CONDIVISA DEL CORTILE

IL 6 OTTOBRE 2016 UN NUOVO INCONTRO CON GLI ABITANTI DEL CONDOMINIO SEGNALATO DALL’ASPPI, UN ALTRO PASSO VERSO LA GESTIONE CONDIVISA DEL CORTILE

L’incontro con gli abitanti aveva l’obiettivo di proseguire il lavoro intrapreso il 13 giugno scorso in cui, pur avendo intercettato pochi condòmini in ragione della scarsa fiducia nella sperimentazione, erano già emerse potenziali forme di collaborazione in risposta a bisogni comuni, soprattutto sul fronte dell’assistenza agli anziani e della socializzazione. In particolare ci si era soffermati molto sul cortile condominiale, attualmente inutilizzato, ipotizzando un suo ripensamento come occasione per mettere in gioco le prime energie collaborative attraverso una sua progettazione partecipata e un primo “riattrezzamento” dello spazio per un uso condominiale.

Il tema ha suscitato l’interesse di tutti i partecipanti (6 abitanti, di cui 3 capiscala) sollecitandoli a riflettere sulle forme di collaborazione già sperimentate e immaginarne di nuove.

Dal confronto sono emersi molti elementi di riflessione dai quali muovere per una progettazione condivisa:

  • la prevalenza degli abitanti è composta da anziani non del tutto autosufficienti e spesso soli: ci sarebbe bisogno di individuare modi e forme di condivisione di supporto logistico e reciproca compagnia. Molti di loro sono assistiti dai figli che però non riescono, per mancanza di tempo, a far fronte a tutte le loro necessità;
  • il cortile, pur essendo riconosciuto da tutti come enorme risorsa, è sottoutilizzato. I presenti concordano che solo una persona nel condominio si oppone al suo uso mentre la maggioranza vorrebbe renderlo un luogo fruibile e condiviso. Un’abitante in particolare ci racconta come 20 anni fa il cortile fosse popolatissimo di bambini così come gli altri cortili della bolognina. Ora sottolinea come tutti i cortili si siano svuotati per paura di lasciare i bambini sul fronte strada, solo nei palazzi in cui vivono gli extracomunitari si è mantenuta questa abitudine;
  • gli spazi al piano terra sono da tempo abbandonati mentre potrebbero essere utili anche per realizzare riunioni o attività comuni (c’era un locale a questo deputato inizialmente ma poi è stato privatizzato). La proprietà è privata ma si potrebbe avviare una trattazione anche per usi temporanei dato l’abbandono ormai pluriennale;
  • esistono forme di mutuo aiuto ma non sono strutturate. I capiscala, che già in parte svolgono la funzione di referenti per piccoli bisogni potrebbero assumere un ruolo strategico in questo senso;
  • difficoltà nel prendere decisioni in comune, come sottolinea uno dei capiscala, per recintare il cortile hanno impiegato ben vent’anni. C’è sempre chi si oppone adducendo motivazioni di carattere economico;
  • esiste un altro spazio comune nel condominio, il lastrico solare, al quale però non si accede con l’ascensore e ha al momento una pavimentazione non calpestabile.

Insieme con i partecipanti viene concordato di incontrarsi nuovamente il 27 ottobre per mettere nero su bianco i bisogni comuni e le possibili soluzioni. In particolare si decide di coinvolgere i capiscala (3 per ogni scala), in forza della loro funzione di referenti per il condominio, oltre a quanti risultino particolarmente interessati. Uno dei presenti si è impegnato a prendere i contatti con gli altri per garantire la loro presenza.