#4 – IL FIORE DELICATO DELLA COLLABORAZIONE

#4 – IL FIORE DELICATO DELLA COLLABORAZIONE

Il 19 settembre 2016, presso la sede dell’Associazione Mattei Martelli, si svolge il quarto workshop della comunità che ruota intorno a Piazza dei Colori.

Il lab si apre con il resoconto dell’incontro che il gruppo ha organizzato autonomamente dopo l’ultimo workshop con LabGov dell’11 luglio. Emerge subito la necessità di lavorare insieme sul consolidamento dell’idea condivisa di collaborazione e partecipazione.

Un banco di prova e una prima occasione di collaborazione condivisa da tutti potrebbe essere la realizzazione di una attività di micro-rigenerazione della Piazza durante la festa di Accensione Civica che si svolgerà il prossimo 16 ottobre. Durante la giornata, la street art darà nuova vita a circa 10 serrande blu con la collaborazione degli abitanti della Piazza. L’evento sarà una festa di vicinato, promossa sì da Angolo B, ma che richiede la partecipazione di tutti gli attori della Piazza. C’è infatti ancora tempo per raccogliere ulteriori idee e proposte e fornire il proprio supporto. Nonostante il budget sia limitato, l’evento, durante il quale saranno presenti anche le istituzioni, sarà un’occasione importante che punterà i riflettori sulla Piazza e su tutte le realtà che operano sul territorio.

La comunità parte quindi da questo spunto per ricapitolare il percorso fatto insieme fino ad ora insieme agli obiettivi da raggiungere a breve termine. Per fare ciò, viene ripresa la matrice costruita a luglio,che racchiude bisogni e difficoltà della Piazza, riduttori di difficoltà e azioni possibili da sostenere.

piazzacolori4

Nei vari brainstorming è ricorsa più volte la metafora del FIORE DELICATO per identificare la fragilità dell’ecosistema Piazza dei Colori. Questo ”fiore delicato” se non viene adeguatamente curato può creare forti asimmetrie e grandi rotture. L’obiettivo del primo workshop #4 di settembre è stato trovare una risposta condivisa al seguente quesito: Come possiamo prenderci cura di questo fiore?

Domanda 1. Considerato il contesto in cui ci troviamo ora, cosa pensi di poter dare tu in termini di collaborazione?

A differenza del nostro primo incontro, durante il quale è stato chiesto ai partecipanti di scrivere cosa sono disposti a mettere in condivisione, questa volta gli viene richiesto uno sforzo in più per ragionare in termini di collaborazione. Tutti i post it generati sono stati temporaneamente messi da parte.

Domanda 2. Concentratevi sul presente, non sull’aspirazione futura: qual è oggi lo stato attuale della collaborazione in Piazza dei Colori?

piazzacolori5La visione che la comunità ha è di una Piazza frammentaria, discontinua, disincentivata, privi di obiettivi comuni, ma di fronte a un possibile momento di svolta.

A questo punto Paola chiede ai partecipanti di leggere le risposte date alla prima domanda, ciò che ciascuno di loro è disponibile a “mettere in Piazza” in termini di collaborazione.

Le risposte sono le seguenti:piccole manutenzioni, progettazione modalità di scambio (mettere insieme persone e capire a quali condizioni possono scambiare beni e conoscenze), riparazione biciclette, uso di PC e dispositivi digitali, creare partnership con l’esterno, collaborazioni win win, mediazione con le famiglie residenti, tempo e competenze legali, momenti di scambio, educazione culturale nelle scuole, tempo per cura spazi della Piazza, manovalanza varia, più presenza, corso per artigianato artistico, sconti su macchine del FabLab, supporto al digitale e progetti creativi, supporto scuole, design arredo, spazi verdi, proposte per bandi riqualificazione Piazza e quartiere.

Grazie a questo esercizio, viene finalmente visualizzato lo stato della collaborazione di Piazza dei Colori.

Risulta evidente la mancanza di connessioni, che è causa del potenziale inespresso della Piazza. Il workshop procede avviando un ragionamento in questo senso.

 

Domanda 3. Qual è la connessione tra il vostro essere collaborativo e l’attuale stato di collaborazione della Piazza?

piazzacolori6

 

Tale connessione può essere anche una barriera, un limite, una mancanza o un punto di forza.

Emergono quasi esclusivamente le mancanze: tutela di un garante/referente/mediatore, certezza dell’impatto e riconoscimento, (crediti), convinzione sul valore aggiunto della collaborazione, momenti di incontro e di azione, micro-progettualità comuni, condivisione delle singole iniziative, informazioni sulla Piazza dall’esterno, accettazione reciproca (incontrarsi di più per conoscersi, conoscersi per accettarsi, accettarsi per lavorare insieme), la rappresentanza degli abitanti (il nostro obiettivo nella Piazza non è stare bene noi, ma di stare bene con loro, con le famiglie che abitano le case pubbliche!), una progettualità a lungo termine e mancano le risorse dedicate. E infine ci sono priorità diverse e obiettivi diversi.

 

A questo punto si riesce a costruire una rappresentazione visuale più dettagliata del fiore delicato: nella corolla viene individuato l’attuale stato della collaborazione, nei petali la disponibilità (ancora inespressa) della comunità a collaborare, e nei punti di contatto viene invece visualizzato ciò che manca.

 

 

 

 

Domanda 4 – Qual è la linea rossa oltre la quale non puoi spingerti? Fino a che punto siete disposti a mettervi in gioco? Quale è il limite che non volete oltrepassare?

Questa domanda suscita inizialmente qualche imbarazzo, ma riesce ad aggiungere stabilità e certezze al fiore delicato.

Le risposte che vengono date sono le seguenti: tutela tramite accordi che indicano diritti e doveri, rimborsi spese per lavoro e tempo in più, impensabile lavoro totalmente volontario , 6 ore a settimana per lavoro di volontariato, rispetto della disponibilità dei volontari dell’associazione, strumentalizzazione dei migranti, tempo, orari di lavoro, solo occasioni di incontro giovani e anziani, impossibilità di attivare processi.

Ognuno dei partecipanti esplicita e condivide la propria linea rossa oltre la quale, almeno per adesso, non ha intenzione di andare. La linea rossa non è un punto fisso e immobile, ma è flessibile e declinabile all’occorrenza, a condizione che sia apertamente esplicitato in occasione di ogni momento di collaborazione. E’ necessario adottare questa prassi per partecipare in maniera proficua e sistematica alle attività del gruppo.

Il fiore delicato è sempre più stabile, ma ancora incompleto. Per dargli un terreno fertile su cui crescere bisogna immaginare un futuro prossimo che generi valore. Un imminente contesto d’azione, dove sperimentare la prima forma di collaborazione, può essere il bando di Accensione Civica, occasione per attivare una prima azione di micro-rigenerazione collettiva sulla Piazza.

piazzacolori7

Domanda 5. Considerato quanto abbiamo condiviso finora, e cioè, la vostra disponibilità a collaborare, le connessioni mancanti e la vostra personale linea rossa, come può ciascuno di voi collaborare per rispondere alle esigenze della giornata del 16 ottobre?

Ripromettendosi di leggere al più presto il bando, per comprendere meglio di cosa si tratta, e soprattutto per capire in che modo dare il proprio contributo, ogni partecipante si rende disponibile a collaborare con attività o risorse specifiche: mascherine protettive, promozione dell’evento, organizzazione di una mostra fotografica Piazza dei Colori “ieri oggi e domani”, 40 sedie, organizzazione di eventi digitali compatibilmente con gli impegni già presi (proposta da verificare con gli altri soci), realizzazione di targhe descrittive a rimborso spese, partecipazione dei migranti all’ideazione di una storia da rappresentare sulle serrande.

piazzacolori8

Il fiore delicato ha ora una base più solida su cui crescere!

L’appuntamento per il nostro prossimo laboratorio è per mercoledì 28 settembre sempre presso la biblioteca di Piazza dei Colori dalle ore 17.00 alle ore 20.00.