Il cortile di nessuno, con un pizzico di collaborazione, può diventare il cortile di tutti

Il cortile di nessuno, con un pizzico di collaborazione, può diventare il cortile di tutti

Lunedì 13 giugno si é svolto il primo laboratorio presso il condominio di via Nicolò dall’Arca n. 19/2 segnalato dall’ ASPPI: nel cortile condominiale é stata individuato il primo elemento dal quale muovere per verificare la volontà degli abitanti a riflettere insieme su servizi e spazi di interesse collettivo

lettera ASPPIAll’inizio solo una famiglia ha vinto la diffidenza ed è scesa in cortile, incuriosita dalla lettera di presentazione del progetto. Dopo aver compreso meglio i contenuti del laboratorio, ci ha aiutato a coinvolgere anche altri condòmini. La costruzione della fiducia è infatti un passaggio indispensabile di cui sono gli inquilini stessi il ponte più efficace.

Ma è davvero possibile mettere in comunicazione condòmini con età, bisogni e stili di vita molto diversi? Le perplessità rispetto alla fattibilità della sperimentazione, in un condominio in cui moltissimi sono gli anziani spesso origine di un elevato livello di diffidenza, restano alte. La fattibilità è anzi lo scoglio principale indicato da coloro che, intercettati sulle scale o all’ingresso, hanno comunque riconosciuto interessante il progetto. Insomma, tanti complimenti alla sperimentazione, ma qui non può funzionare, ecco la reazione di molti abitanti.

In realtà, con un po’ di pazienza e facendo le domande giuste è emerso che forme di collaborazione, seppure non riconosciute, esistono già: c’è chi, senza chiedere nulla in cambio, si presta a spalare la neve, a risolvere piccole urgenze legate al condominio o a tendere l’orecchio per intervenire in caso di necessità particolari.

Abbiamo osservato poi, e ci è stato confermato, che i numerosi anziani che vivono nel condominio spesso trovano soluzioni di fortuna piuttosto che chiedere aiuto ai vicini (emblematico è il tegame per tirare su una tapparella rotta), pare soprattutto per la ritrosia ad accogliere altre persone nella propria casa. Eppure molti di quegli stessi anziani, spinti dal bisogno di compagnia e supporto, trovano già soluzioni condivise: la badante della madre di Giovanna passa le giornate lavorando tra un pianerottolo e l’altro della scala condominiale e il tempo a sua disposizione non è sufficiente ad accontentare tutti.

Altro elemento interessante per lo sviluppo futuro del progetto è che nel condominio vivono un nutrito gruppo di studenti e diverse famiglie giovani con figli, generazioni maggiormente abituate  a condividere beni e prestarsi mutuo aiuto per piccoli servizi.

Anche se in modo meno strutturato da come ci eravamo inizialmente immaginati, è stato raggiunto un importante risultato: abbiamo individuato nel cortile del palazzo, circa 1000 mq di giardino coperti di alberi e fragoline di bosco, un punto di interesse comune che potrebbe fare da leva per il coinvolgimento e il dialogo tra gli abitanti. Si tratta infatti di uno spazio molto bello ma che non viene mai vissuto. I figli di Stefania (la coraggiosa partecipante che ha rotto il ghiaccio) tempo fa lo utilizzavano come spazio di gioco ma  dopo essere stati sgridati da un condòmino non sono più scesi. A giocare ora vanno in parrocchia o al Parco della Zucca.

A parte i bimbi, le persone non sono invogliate ad accedervi: manca infatti un’entrata agevole, un arredo funzionale, ed altri elementi che ne migliorino la fruizione.

Il terreno di lavoro ci sembra fertile e per questo vogliamo proseguire il lavoro di emersione dei bisogni e di scoperta delle passioni e dei talenti presenti nei condomini, provando ad accendere la scintilla della collaborazione partendo dall’immaginazione collettiva di possibili funzioni per il cortile. D’accordo con l’amministratore abbiamo quindi deciso di prendere parte alla riunione di condominio che si terrà entro la metà di luglio per presentarci, vincendo così in una sede riconosciuta la diffidenza iniziale, e decidere insieme agli abitanti, stavolta non solo quelli di via Nicolò Dall’Arca n. 19/2, ma tutti quelli che si affacciano sul cortile (via Nicolò Dall’Arca n. 19/3 e via Domenico Zampieri n. 21/3) che costituiscono un unico condominio, una data per incontrarci nuovamente.

DSC_0009Hanno ideato e coDSC_0012ndotto il laboratorio Gaspare Caliri e Nicoletta Tranquillo di Kilowatt con il supporto di Paola Capriotti per LabGov.