#3 – COME COSTRUIRE UNA COOPERATIVA DI COMUNITA’?

#3 – COME COSTRUIRE UNA COOPERATIVA DI COMUNITA’?

Il 1 marzo il gruppo di lavoro del Cantiere Pilastro si riunisce in occasione del terzo workshop. L’ordine del giorno del workshop è il seguente:

  • Recap del Lab #2
  • Relazioni, canali di comunicazioni e competenze
  • Intervento di Mauro Marconi (FOR B)

L’obiettivo di questo terzo laboratorio è quello di continuare a lavorare sul business model canvas di progetto, approfondire canali, relazioni e competenze, secondo questa value proposition, che viene proposta da Social Seed ai partecipanti: la cooperativa di comunità Pilastro nasce con l’obiettivo di offrire ai cittadini di quest’area la possibilità di co-produrre servizi (es. piccoli lavoretti a prezzi equi, occasioni di formazione e inserimento lavorativo anche in ambito agricolo grazie alla gestione di un terreno e due negozi ad esso collegati). Queste attività permettono di rispondere a nuove forme di vulnerabilità sociale e di costruire nuove relazioni.

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Step 1 – Relazioni e canali

Partendo dal Business Model Canvas disegnato la volta scorsa, ci si focalizza su RELAZIONI e CANALI, cercando di rispondere alla seguente domanda: 

Come raggiungo i miei beneficiari e con quali strumenti?

Per rispondere a questa domanda inizia un’attività di brainstorming collettivo, concentrandosi in primo luogo sui canali di comunicazione. Secondo i partecipanti, le persone conoscono Pilastro principalmente grazie a questi canali:

  • Canali web – blog del progetto;
  • Attività porta a porta;
  • Volantini nella buca della posta;
  • Passa parola;
  • Durante le feste di comunità legate al baratto, quando si volantina;
  • Pagina Facebook  “Sei del pilastro se..”
    • ==> C’era l’idea di fare dei tour per il quartiere, per mantenere dei canali fisici
    • ==> Si erano informati in merito al possibile utilizzo di una app, ma è troppo costosa; si pensa ad una piattaforma web, ma il luogo fisico è a detta di tutti il mezzo più efficace. Preferiscono quindi potenziare e sviluppare canali di comunicazione più tradizionali.

Step 2 – Lo Storyboard

Come seconda attività si chiede ai partecipanti di immedesimarsi  in un utente del Pilastro, cercando di capire quali sono gli step principali che devono essere superati per raggiungere il servizio.

I partecipanti lavorano suddivisi in 3 gruppi, ciascuno dei quali affronta un servizio diverso.

  • Gruppo 1: dal punto di vista dell’azienda;
  • Gruppo 2: dal punto di vista dell’utente privato;
  • Gruppo 3: dal punto di vista del condominio/dell’amministratore di condominio;

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I gruppi si riuniscono poi per restituire in plenaria quanto emerso durante l’esercizio. In generale si pensa di accantonare l’idea del numero verde e di utilizzare un cellulare che verrà affidato a qualcuno (a turno) che sia disponibile durante la settimana. Emerge inoltre che al momento lo spazio non è facilmente identificabile e visibile: hanno già pensato di scrivere con pennarelli a vetro.

Step 3 – La Skills Map

La terza attività del workshop consiste in un esercizio individuale per identificare le abilità e le competenze che ogni partecipante e socio fondatore può investire nel progetto. I partecipanti sono invitati a condividere e riportare su un cartellone queste abilità e competenze, che vengono divise in “sogni”, “capacità” e “cosa porto al progetto”

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Intervento Mauro Marconi (Presidente FOR.B ed ECOLIVING)

Il terzo workshop si conclude con l’intervento di Mauro Marconi, che racconta ai partecipanti la storia della cooperativa di cui è presidente. FOR.B  è una cooperativa che nasce dalla fusione di due coop appartenenti a due mondi molto diversi ma che collaboravano già da anni. Nel 2010 il Comune di Forlì emana un bando pubblico di assegnazione di cinque ettari di terreno confiscato per usura: FOR.B partecipa e vince l’assegnazione. 

I tre elementi principali del progetto sono: l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nelle attività agricole del terreno; la coltivazione di orti sociali condivisi che verranno affidati a famiglie bisognose per autoproduzione in collaborazione con Caritas; un percorso di Co-progettazione gestito dalla Cooperativa “Casa del Cuculo” per favorire la partecipazione della comunità al progetto. Mauro racconta che la cooperativa ha impiegato quasi 3  anni per la pulizia e la bonifica del terreno, comprese le analisi del terreno per rilevare eventuali inquinanti, necessari per renderlo agibile e coltivabile. L’idea è quella di affiancare alla coltivazione dei terreni e produzione per la vendita e distribuzione dei prodotti, attività formative e di aggregazione come corsi, laboratori socio-occupazionali gestiti dalle Cooperative Tangram e il Cammino, coinvolgimento di studenti per tirocini. Mauro sottolinea l’importanza dell’individuazione delle attività che generano reddito per poi svilupparle anche attraverso l’attivazione di una rete territoriale di collaborazioni tra più realtà che possono, nella loro eterogeneità, contribuire al progetto

 

Il workshop termina, e i partecipanti si danno appuntamento al 29 marzo per il quarto ed ultimo incontro.


Le slides del workshop sono disponibili a questo link