#2 – Un Business Model Canvas co-disegnato per Pilastro!

#2 – Un Business Model Canvas co-disegnato per Pilastro!

Il giorno 23 febbraio si è tenuto il secondo workshop del Cantiere Pilastro, con il seguente ordine del giorno:

  • Recap del Lab #1
  • Business model canvas e ipotesi costi-ricavi
  • Intervento di Paolo Venturi sulla cooperativa di comunità come “ibrido organizzativo”

Grazie alla facilitazione di SocialSeed, si  contestualizza la fase in cui il gruppo si trova al momento: una fase di attività imprenditoriale. La fase di crescita e di maturità si attiva nel momento in cui si crea equilibrio tra gli stakeholder (cittadini, imprese, soci lavoratori, enti locali): se questi attori non sono in equilibrio e c’è uno sbilanciamento, allora non si può parlare di Cooperativa di Comunità. Una delle sfide più grandi è proprio la ricerca di questo equilibrio nei rapporti con gli attori locali. Si spiega e si condivide con il gruppo l’obiettivo dell’incontro, che è la costruzione di un business model canvas.

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I partecipanti vengono divisi in due gruppi di lavoro per costruire il canvas, focalizzandosi soprattutto sull’identificazione di costi e ricavi: un gruppo si concentra sulle attività di Mastro Pilastro, l’altro invece sui due negozi e sull’attività agricola. Dopo il lavoro di gruppo, ci si riunisce in plenaria per condividere quanto detto:

  1. Gruppo Mastro Pilastro

I servizi identificati sono fondamentalmente interventi offerti sul mercato a basso costo che rispondano ai bisogni sociali, ad esempio: lavori di manutenzione, servizi di mobilità per anziani, lavori di imbiancatura, traslochi, riparazioni elettriche, pulizie, sfalcio del verde, servizio di formazione (per ora è un’attività che si svolge gratuitamente, coinvolgendo anziani, pensionati per insegnare a stirare, ecc.). Si pensa di offrire questo servizio anche al di fuori della zona Pilastro, sempre animati dai valori di prossimità e di continuità.

2. Gruppo Attività Agricola e Negozi

Il gruppo evidenzia le paure legate alla zona problematica in cui si situa il terreno: in passato sono accadute brutte vicende in quell’area, per cui oggi è difficile svincolarsi dagli stereotipi che si sono creati. Si sente quindi la solitudine e la mancanza di luoghi di aggregazione. Emerge anche il desiderio di avere prodotti di qualità e cibo sano. L’idea è quella di sperimentare, assieme alla facoltà di agraria, nuovi prodotti innovativi con agraria (esempio FunghiBox dell’Apebianca)

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Prima di continuare con l’elaborazione della proposta di valore si presentano alcuni casi ed esperienze simili che possono essere vicini all’esperienza del Pilastro – momento che serve per stimolare la creatività nel gruppo. In ogni presentazione di caso, si è cercato di mettere in rilievo quali sono le attività che generano reddito.

Si propone di continuare il Laboratorio cercando di individuare le voci di costo/ricavo.

SocialSeed mostra al gruppo uno schema delle attività prendendo come esempio l’Apebianca (si pensa a questo progetto perchè molto complesso e multidimensionale, così come lo è Pilastro 2016). Partendo da questo schema già compilato, si chiede al gruppo di pensare a delle attività che potrebbero essere offerte dalla futura cooperativa di comunità, partendo da quello che già è emerso dal Lab1.

Le attività che emergono sono le seguenti:

  • servizi e piccole manuntenzioni

>> cosa servemomenti di formazione del personale; mezzo di trasporto; attività di promozione, diffusione e informazione dei servizi che vengono offerti; gestione organizzativa del cliente – front office – ; spazio per magazzino; contabilità e amministrazione.

 

  • servizi orientamento al lavoro

 

>> attività di formazione per disoccupati;

 

  • servizi relativi alla parte agricola

 

>> cosa si fa: coltivazione (to do: individuare con la facoltà di agraria quali prodotti conviene e non conviene coltivare – esempio: fioricoltura non è da consigliata);

>> idee: orto in cassetta; tirocinanti – si potrebbe chiedere alla Facoltà di Agraria se si possono attivare collaborazioni per portare avanti l’attività (per la cooperativa sarebbe forza lavoro e competenze specifiche in più; per gli studenti sarebbe esperienza pratica); progetti rivolti a disabili, persone disoccupate per inserimento lavorativo, ecc…

>> cosa serve: materie prime; attrezzatura e strumenti; ecc…

 

Ipotesi di costi e ricavi delle attività di Mastro Pilastro (con una previsione di due anni):

  • costi

>> manodopera delle persone

>> mezzi di trasporto, strumenti

  • ricavi

>> Oggi sanno che il loro guadagno è più o meno di 2500 euro in tre mesi, derivante da servizi rivolti a  privati;

—> attività fatte sono state: 6 o 7 traslochi, piccole manutenzioni elettriche, pulizia, stiratura, ecc.

>> Partendo dal punto precedente, sostengono che le loro previsioni sono positive: i ricavi possono aumentare anche dal momento che ci sarà l’agenzia di sviluppo e quindi ci si aspetta una crescita anche delle loro attività e introiti.

>> attività agricola:

ricavo → pulizia del luogo;

possibile costo → bisognerebbe verificare le condizioni del terreno (va fatta una bonifica? analisi dell’acqua)

Dopo aver compilato il Business Model Canvas, il gruppo si dà appuntamento al prossimo workshop, che si terrà il 1 marzo.


Le slides del workshop sono disponibili a questo link