# 1 – Il primo incontro del Laboratorio di CO-progettazione Pilastro

# 1 – Il primo incontro del Laboratorio di CO-progettazione Pilastro

Il 16 Febbraio 2016 si è svolto il primo laboratorio del Cantiere Pilastro, in via Pirandello, 24.

Il cantiere Pilastro (crescere insieme) si innesta sul progetto strategico del Comune di Bologna “Pilastro 2016”. CO-Bologna sta lavorando con la Cooperativa Camelot, Aiccon e Social Seed con un percorso di co-progettazione e altre attività di accompagnamento del gruppo e associazione “Mastro Pilastro”.

Il percorso di co-progettazione prevede quattro sessioni, coordinate da Social Seed e AICCON.

I lavori del cantiere si sono aperti: dopo un iniziale giro di presentazioni in cui i partecipanti si sono chiesti che cosa si aspettano da questo percorso e quale sia il significato del progetto Pilastro per loro, Giulia Sateriale e Francesca Battistoni di Social Seed hanno presentato il percorso di co-progettazione che si svolgerà nei mesi seguenti, descrivendone gli obiettivi e le fasi principali.

Successivamente, si è entrati nel vivo della fase operativa della sessione di CO-progettazione,  concentrandosi sull’identificazione degli attori coinvolti nel processo e quelli da coinvolgere (actor pic), ed identificando per ognuno il grado di collaborazione attuale (actor canvas).Senza titolo

I partecipanti, divisi in piccoli gruppi, hanno lavorato alla mappatura e si sono poi ritrovati in plenaria.

Nella seconda fase della sessione di co-progettazione, i partecipanti al Lab hanno lavorato su una “empathy map” del gruppo di lavoro, con il fine di individuare esigenze, bisogni e desideri di tutti in relazione al progetto.

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Nella parte finale, il gruppo ha lavorato sulla mappatura dei servizi, un lavoro fondamentale che costituisce il primo passo per la costruzione del business model, per capire quale possa essere la base della sostenibilità di una cooperativa di comunità. Attraverso la mappatura dei servizi è possibile identificare, insieme, quali saranno sfide per la cooperativa di comunità.

Il Laboratorio si è concluso con un intervento di Giovanni Teneggi, Direttore Confcooperative Reggio Emilia e fondatore della Cooperativa di Comunità Succiso.

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Giovanni Teneggi ha raccontato l’esperienza della Cooperativa Valle Dei Cavalieri, un paese che ha subito lo spopolamento classico delle aree dell’appennino tosco emiliano, oltre a un terremoto e altri problemi legati al dissesto idrogeologico, ed ha dovuto di conseguenza spostarsi fisicamente in un altro luogo, subendo degli shock importanti per una piccola comunità.

La scintilla che ha dato la vita alla Cooperativa di Comunità è nata dalla decisione di un gruppo di abitanti del paese di costituire una cooperativa per tenere aperto il bar del paese, che rischiava di chiudere, ed era il centro della vita relazionale del luogo. Questo piccolo gesto permise alla comunità di avere un punto di incontro e di raccolta quando l’azienda agricola della zona dovette chiudere. L’azienda fu allora “nominata” dalla comunità come un bene comune. La cooperativa di comunità è stata la piattaforma aggregante che ha permesso l’emergere dello spirito imprenditoriale individuale.

Il coraggio, secondo Giovanni Teneggi, è uno degli elementi principali di un’esperienza simile. La cooperativa non ha risolto nulla in sé, ma ha messo le persone nella condizione di poter avere coraggio e seguire le proprie aspirazioni. Il grande contributo delle cooperative di comunità è che producono esternalità positive per tutti i membri della Comunità, non solo per i soci della cooperativa.